“ETEROMETRIE” E “DISMETRIE” NON PREVEDONO LO STESSO TRATTAMENTO  MEDICO

In campo ortopedico, fisiatrico e riabilitativo si fa spesso una inopportuna confusione fra i termini di asimmetria, eterometria e dismetria, sistematicamente utilizzati come sinonimi.

Credo che siano tutti concordi nel ritenere che se si vuole comunicare correttamente fra individui che devono concorrere alla migliore terapia per un paziente sarebbe quantomeno opportuno, se non assolutamente necessario, utilizzare uno stesso linguaggio, e definire con il giusto nome i diversi fenomeni osservati.
La verità, purtroppo, è che molti operatori del settore non conoscono a fondo l’argomento, sono ignari o misconoscono le molteplici cause che portano un individuo a manifestare “eterometrie” o “dismetrie”. Il più delle volte viene proposta la stessa terapia per due fenomeni diversi.

ASIMMETRIA
Termine generico che indica semplicemente una mancanza di simmetria, si può utilizzare in numerosi campi. Il termine simmetria indica generalmente la presenza di alcune ripetizioni nella forma geometrica di un oggetto. L’oggetto può essere ad esempio una figura bidimensionale oppure un elemento tridimensionale. Il concetto di simmetria è ampiamente studiato in geometria ed è usato in matematica e fisica con un’accezione più generale.

ETEROMETRIA
Differenza di lunghezza reale (anatomica) di segmenti ossei. Viene normalmente riferita alle ossa degli arti inferiori. Da non confondersi assolutamente con la “dismetria” (vedi avanti) pena errori grossolani e pericolosi nella strategia terapeutica.

L’eterometria si può riscontrare per una patologia dell’accrescimento, con incremento (ipermetria) o accorciamento (ipometria), di uno dei due arti. Bisogna fare molta attenzione durante la visita medica perché il bacino e la colonna vertebrale possono compensare questa differenza modificando i loro rapporti. Piccole eterometrie passano così inosservate per anni.

L’eterometria può essere congenita oppure acquisita, causata da un un’infezione, da un trauma acuto o da patologie croniche che abbiano interessato i nuclei ossei di accrescimento. Schematizzando possiamo anche prendere in considerazione cause malformative e cause post-traumatiche.

Cause malformative
Presenti dalla nascita o acquisite, comprendono tutte quelle condizioni patologiche in cui le ossa, suscettibili in tutte le fasi della vita di subire gli effetti negativi di agenti esterni (stress ambientale), sono compromesse nella loro crescita, soprattutto in presenza di una concomitante predisposizione genetica. Alcune cause di frequente riscontro sono il Morbo di Perthes, patologie tumorali (leucemia, neuroblastoma, osteosarcoma, sarcoma di Ewing), emiparesi, e malattie neurologiche.

Cause post-traumatiche
Da sempre ogni uomo, nel corso della sua esistenza, ha corso il rischio di incorrere in traumi di piccola, media o grave entità. Nelle moderne società occidentali le cause maggiori sono legate all’incremento di incidenti stradali, che nonostante un significativo miglioramento delle tecniche chirurgiche ortopediche, possono esporre il paziente al rischio di eterometrie residue.

Bisogna comunque tener conto che minime differenze (da valutare da caso a caso) potrebbero essere ben tollerate dall’organismo senza grandi conseguenze.

La maggior parte delle asimmetrie con differente lunghezza degli arti, però, è solo apparente (falsa gamba corta), rientrando nel campo delle dismetrie.

DISMETRIA
In ambito neuro-fisiologico rappresenta un disturbo delle attività motorie, con difficoltà a compiere piccoli movimenti precisi e calcolare la reale distanza fra gli oggetti. Implica l’attivazione disfunzionale di gruppi muscolari simmetrici. Risulta di norma più evidente a livello degli arti inferiori, presentandosi come una falsa eterometria, spesso concomitante a una rotazione del bacino e a un atteggiamento scoliotico dorsolombare.

Relativamente agli arti, rappresenta quindi una differenza di lunghezza falsa, apparente, e non anatomica o reale. Un facile test diagnostico clinico, che svela la presenza di dismetria, è la verifica dell’allineamento tra i margini sovra e sottorotulei di destra e sinistra, che tende ad invertirsi passando dalla posizione sdraiata a quella seduta. Da alcuni Autori questo segno è stato indicato come patognomonico dell’interazione uomo-ambiente (stress) e definito dismetria funzionale.

Altre forme di dismetria sono le asimmetrie dei muscoli facciali, che si possono facilmente valutare comparando la metà destra e sinistra del volto, gli atteggiamenti posturali con torsioni del tronco, la bascula di spalle e bacino (disbasie) o il diverso atteggiamento delle dita dei piedi.

Da cosa dipende?
Le dismetrie sono la spia di un’alterazione complessiva dell’atteggiamento neuro psico motorio, conseguenza di un adattamento non adeguato dell’organismo alle sollecitazioni dell’ambiente (stress), alla ricerca di una condizione di equilibrio, economia e confort. Questa asimmetrica programmazione delle catene mio-fasciali si associa sovente a variazioni oculari, dell’apparato stomatognatico, linguali, viscerali, ecc… Ma anche a variazioni neuro-ormonali e neuro-psichiche.
Entriamo con pieno merito nel campo della neuro-psico-fisio-patologia adattativa.

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PROPOSTE TERAPEUTICHE
La strategia terapeutica più efficace prevede di analizzare la risposta adattativa disfunzionale del paziente nel suo insieme, trattando sempre contemporaneamente gli aspetti emotivo-comportamentali, l’assetto ormonale-immunitario, lo stile di vita e alimentare, e le risposte muscoloscheletriche. Questo approccio produce effetti stabili e duraturi nel tempo. A tale scopo io mi avvalgo della tecnologia medica REAC.

Una volta corretta la dismetria si può valutare l’opportunità del trattamento dell’eterometria eventualmente residua.

Solo dopo essere intervenuti con perizia sui meccanismi primari della disfunzione, potrà essere utile accompagnare il paziente con tecniche manuali eseguite sul sistema muscolocheletrico e miofasciale, riabilitazioni logopediche e ortottiche, interventi farmacologici, e terapie fisioterapiche strumentali.


Lorenzo Messina

Dott. Lorenzo Messina Laurea in Medicina e Chirurgia Specializzazione in Medicina dello Sport Dottorato di Ricerca in Scienze Morfologiche e Biotecnologie Master Universitario di II livello Università degli Studi di Firenze in Ottimizzazione Neuro Psico Fisica e CRM Terapia Albo dei Medici Chirurghi di Modena Direttore Sanitario Poliambulatorio CARPI 3000 a Carpi (MO) Socio Ordinario della F.M.S.I. Socio Aderente alla S.I.C. Sport DCO (Ispettore Medico Antidoping)